domenica 13 novembre 2011

TROVA LE DIFFERENZE


E' possibile continuare a parlare di standard di bellezza fascisti? 
A oltre 60 anni dalla fine del fascismo sembra che continuiamo ad essere immersi in un liquido amniotico che ci preserva, o meglio preserva molti, dal realizzare che le similitudini tra l'oggi e il ieri non sono poi così poche.

Paradossalmente, è proprio durante l'epoca fascista che le donne iniziano a diventare protagoniste non più solo della casa, ma anche dell'amministrazione pubblica: peccato sia solo un obiettivo di facciata...
Al di fuori dell politica, nella società vera, il ruolo femminile continua ad essere intrinsecamente legato alla maternità, all'educazione dei figli, alla cura e all'amministrazione della casa; e nel campo delle relazioni con l'altro sesso vigono gli stessi divieti di sempre, imposti da una società millenariamente patriarcale e, ancor più nel caso di quella fascista, fondata sul culto de "l'uomo che non deve chiedere mai" (grazie alla Denim per averci fornito quest'espressione tanto breve quanto esplicativa!), sull'uomo padre padrone e sulla donna docile, consolatrice dalla durezza del capo famiglia.
A me non sembra che le cose stiano molto diversamente oggi. Al di là delle frasi-paraculo di quegli uomini che credono che basti che le donne abbiano accesso a posti di lavoro a volte anche "in alto" per dire che c'è uguaglianza, mi sembra che, anzi, proprio da qualche anno a questa parte la visione maschile delle donne sia retrocessa su posizioni infelici.
Una notizia Ansa dell'estate 2010 affermava che il 94% delle vittime di uccisioni di coppia sono donne e proprio quella è stata un'estate di fuoco: c'è stato un numero altissimo di omicidi commessi contro donne dai propri mariti, compagni, ex, molto spesso per gelosia o per paura di abbandono. Sui posti di lavoro i capi si sentono legittimati a vedere le proprie impiegate come oggetti e ad importunarle o peggio ricattarle deliberatamente, se vogliono mantenere il posto. I politici, oggi come allora, se fanno i piacioni sono "personalità carismatiche", affascinanti, non gente che ha una visione un tantino distorta dei ruoli di uomo e donna all'interno di una società civile.

Dal punto di vista puramente estetico, i modelli continuano ad essere due; seppur con varianti come la femmina superfemmina e la femmina cesso-sciatta, il maschio supermaschio e il maschio modello-curato continuano ad essere ignorate le figure più ambigue, androgine, che non rientrano in uno dei due modelli.
Queste identità vivono al margine e come tali vengono recepite e giudicate.

Buon divertimento!

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